Intervista a Stefano Ughetti di CAMO

2 feb

Ho conosciuto Stefano circa 3 anni fa quando, appena uscita dallo IED, mi sono diretta a Biella alla ricerca di lavoro. Ho visitato il suo negozio Superstarshop, dove già all’epoca esponeva una delle prime collezioni Camo. Beh, tutto di quei capi mi è rimasto impresso: i taglio, la scelta dei tessuti, la ricerca nei dettagli e la manifattura italiana.
Ho deciso così, anche se a distanza di anni, di intervistarlo per farvi conoscere il suo magico mondo.

Stefano Ughetti: chi è e perchè ha deciso di diventare stilista.
“Sono una persona normale, vivo a Biella e faccio un lavoro che mi piace e che mi stimola, ho creato la mia linea d’abbigliamento CAMO per soddisfare la mia voglia di comunicare e per potermi misurare in un mercato globale e non solo limitato alla provincia di Biella. La fortuna, la voglia di fare e soprattutto l’aiuto delle persone che tuttoggi lavorano con me hanno permesso la riuscita e la crescita del progetto CAMO.”

ritratto di Stefano Ughetti

Camo come camouflage: in che modo i tuoi abiti si mimetizzano su chi li indossa?
“CAMO è l’abbreviazione di “camouflage”, che significa mascherato, mimetizzato.

Lo scopo non e’ vestire le persone , ma farle comunicare con ciò che indossano.

E’ pronunciato ugualmente in tutte le lingue del mondo ed è spesso utilizzato per indicare un determinato pattern di qualsivoglia prodotto.

CAMO non vuole essere solo un concetto “moda” ma bensì un pensiero, un gusto, una realtà con un’identità ben precisa da poter essere riconosciuta in qualsiasi elemento.”

La zona del biellese è ricca, o meglio, lo era, di aziende tessili e maglifici. Come vedi la situazione del made in Italy nella tua zona?
“Tutta la linea CAMO è totalmente di produzione Made in Italy, sia per i materiali, sia per la confezione. Perchè questo è il mio Paese di origine e con i miei capi voglio comunicare il mio pensiero.

Nelle zone del Biellese e non solo, ho ricercato diversi laboratori di cui la maggior parte a conduzione familiare e specializzati in un’unica tipologia di prodotto. Con essi ho costruito un rapporto di fiducia e di scambio di idee.

Il prodotto non viene “dettato”, ma creato insieme, discutendo tutti i dettagli da me proposti. Paragonandomi allo chef di un ristorante, mi piace pensare di attingere dall’orticello dietro casa tutti i prodotti che vi possono essere senza cercarne altri che non nascono lì.”

I tuoi prodotti sembrano usciti dall’armadio di un personaggio esistente, vivo. Come sei riuscito a dargli un’anima?
“Non provenendo da nessuna scuola di design e non avendo nessuna esperienza nel settore moda, ho dapprima aperto un concept store, che ho chiamato Superstar (giugno 2005) e successivamente, solo due anni dopo, ho cominciato a creare la mia linea d’abbigliamento che ho chiamato CAMO. Nel farlo ho usato un modo del tutto personale rappresentando con la collezione un’idea ben precisa. Tutto ciò è possibile grazie all’identità che i miei capi trasmettono. E’ possibile copiare un colore o un dettaglio, ma non è possibile copiare l’anima di un prodotto, è questo che li rende unici.”

I modelli dei tuoi cataloghi non sono assolutamente convenzionali; secondo quale criterio li hai scelti?
“I modelli come gli attori di un film non devono essere belli ma devono trasmettere l’emozione raccontata nella collezione.

Fino ad oggi ho scelto esclusivamente amici che si sono resi disponibili e che sono cosi’ entrati a far parte del progetto.”

Dove possiamo trovare la tua collezione?
“Presto sarà disponibile un onlineshop gestito direttamente dalla nostra struttura e che proporrà a breve la collezione estiva intitolata “River”, ma non solo: al momento in Italia serviamo più di sessanta punti vendita ed almeno altrettanti all’estero toccando tutte le principali capitali e città d’Europa e del mondo.”

C’è posto per gli stilisti emergenti o è sempre più difficile farsi strada e mantenersi con un lavoro così creativo?
“Semplicemente credo che sia importante cogliere tutte le occasioni che ci possono far crescere. Nel mio caso per esempio, con il primo concorso, il “LOUNGE FAST” di Parigi , a cui ho partecipato e vinto, ho avuto la possibilità di esporre la collezione FW09 “Waves Collection” durante l’edizione della medesima manifestazione nel gennaio 2009; è così che è iniziato il successo internazionale del mio prodotto. Successivamente, dopo aver tentato già alla prima edizione ma senza successo, ho partecipato al celebre concorso “Who is on Next?” organizzato da Pitti Uomo, Altaroma e Vogue, giungendo tra i quattro finalisti per nuovi talenti del pret-à-porter maschile. Grazie a questo ho ottenuto un’enorme attenzione sulla mia linea che veniva presentata durante il concorso nel padiglione Touch! all’edizione Pitti Uomo 78°.”

Potete vedere un’intervista video fatta da Eleonora Carisi di Jou Jou Villeroy a Stefano qui

(Nelle foto vedete alcune immagini della collezione ‘Casinò Collection’ dell’ A/I 2011-12)

Beth

Etichette: , , ,

2 Risposte to “Intervista a Stefano Ughetti di CAMO”

  1. luisa febbraio 20, 2012 a 10:00 PM #

    Stefano è la dimostrazione che quando vivi con passione, lavori a testa bassa e hai il cassetto pieno di sogni: qualcosa di bello accade sempre! una bella combinazione di capacità, talento e stile!

    • silkandscissors febbraio 20, 2012 a 11:03 PM #

      D’accordo con te..Ci piace il suo modo di lavorare e la passione che si legge in ogni suo capo!

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 25 other followers